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giovedì 17 aprile 2014

UE, "Made In", l'On. Lara Comi (FI): "L'Europa c'è, ora anche la Germania dimostri che vuole l'Europa"

UE, "Made In", l'On. Lara Comi (FI): "L'Europa c'è, ora anche la Germania dimostri che vuole l'Europa"

On. Lara Comi, candidata
al Parlamento Europeo (Forza Italia)
Marchio obbligatorio origine prodotti extra Ue per il rilancio del settore manufatturiero contro la contraffazione sleale. Ora il Consiglio UE non boicotti la decisione della plenaria


Strasburgo  – “L’Europa c’è, ora tocca alla Germania dimostrare che vuole l’Europa. Tutti i tentativi del Parlamento Europeo di imporre l’obbligatorietà del marchio d’origine dei prodotti Extra Ue sono stati boicottati finora dal Consiglio Europeo  dove sono prevalsi gli interessi dei Paesi del Nord a mantenere lo status quo contro il diritto del consumatore ad avere una chiara etichetta e la piena tracciabilità del prodotto. Ancora oggi circolano in Europa merci di cui ignoriamo la provenienza e questo è un danno per l’Italia il cui marchio è il più ricercato. La decisione della plenaria, unico organo veramente democratico,  è una grande risposta che diamo al nostro settore manifatturiero, in particolare a quello tessile che subisce una concorrenza sleale".

Lo afferma l’europarlamentare di Forza Italia Lara Comi  in merito alla decisione del Parlamento Europeo che oggi, in plenaria, a Strasburgo, ha votato l’obbligatorietà del marchio d’origine per i prodotti extra Ue.

"Da quando sono entrata in Parlamento, nel 2009 - ha sottolineato Comi - mi sono spesa in ogni modo sulla battaglia per il 'made in' che contempli la piena indicazione d’origine ed etichettatura e che valorizzerebbe la manifattura italiana a contrasto anche della contraffazione. Come ha ricordato Confcommercio in Italia il mercato del 'falso' vale 17 miliardi e una perdita di 185 mila posti di lavoro. Il Parlamento si è già espresso su questo tema nella proposta di regolamento del 2005, poi ritirata, nella proposta di regolamento del tessile e in numerose risoluzioni. È giunto il momento di agire, basta con questo veto ingiustificato dei Paesi del Nord in seno al Consiglio. La battaglia sul ‘made in’ è per la democrazia: se i cittadini ce lo chiedono, se le imprese lo vogliono, se sappiamo che migliorerà la vita dei consumatori e sosterrà le nostre aziende, non ci può essere alcuna scusa plausibile per votare contro”.


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